Cosa fare con un bambino da 0 a 3 mesi: i consigli della psicologa Tiziana Capocaccia

C’è chi dice che non si possa fare nulla con bimbi così piccoli, ma i neonati in realtà sono in grado di assorbire un sacco di stimoli. Ecco cosa fare con i vostri bimbi piccolissimi per coccolarvi, divertirvi e conoscervi.

Cosa fare con un neonato da 0 a 3 mesi

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Appena nata Diana sono stata investita da una grande felicità, come quasi tutte le mamme, ma anche da un infinito turbine di domande che fin dal principio mi hanno portato a cercare cosa fare per lei, per farla felice, farla stare bene e prepararla alla migliore delle vite possibile.

Tutto questo nel tempo che rimane fra avviamento dell’allattamento, cacche, sonno intermittente, colichette. Quindi poco tempo. Ma quel poco tempo si può coltivare come una cosa preziosa cercando di fare un bel respiro, rilassarsi e vivere davvero il momento insieme a questa nuova, piccola, incredibile vita che è arrivata a sconvolgere la nostra.

Allora, cominciamo come al solito con le caratteristiche di questa prima, straordinaria fase della vita di un bambino e, quindi, di un essere umano

Un bambino durante le prime settimane di vita mette in atto attività riflesse innate, ad esempio succhiare quando gli si toccano le labbra. Pian piano inizia a ripetere azioni che gli provocano piacere, parliamo di azioni riguardanti il corpo: muovere in un certo modo le gambette ad esempio.

Verso i due mesi emettono suoni simili al tubare, si tratta di suoni di base propri di tutti i linguaggi e non ancora differenziati in base alla lingua nativa. Diciamo dei gridolini.

Per quanto riguarda la sviluppo motorio, in genere verso un mese di vita sollevano il mento. Più avanti verso i tre mesi iniziano ad allungare le braccia come a voler afferrare.

Cosa fare con un bambino da 0 a 3 mesi

Il contatto fisico: in quasi tutti gli ospedali è oramai praticato lo skin to skin, pelle a pelle mamma e bimbo, fin dalla nascita. Ma quanto è importante il contatto fisico fra mamma e bambino e come godersi al meglio questi momenti preziosi magari anche grazie a un massaggio da praticare ai bimbi?

Il contatto è davvero molto importante. Pensiamo al fatto che era dentro di noi, dopo la nascita mantenere il contatto pelle a pelle aiuta il bambino, lo rassicura, in verità aiuta anche la mamma a elaborare la fine della gravidanza.

La vicinanza col bambino è fondamentale anche per l’allattamento, la produzione del latte è influenzata, oltre anche dal pianto del bambino e dalla sola vista del neonato.  Il bambino ha con la mamma un rapporto privilegiato, riconosce la sua voce. Nei primi tre mesi inizia anche a formarsi il legame di attaccamento.

Il bambino inizia a preferire la mamma, in questa fase però ancora non prova angoscia da separazione.

Piange e protesta però se lasciato solo senza adulti in una stanza. È una reazione sana, un cucciolo ha bisogno per sentirsi al sicuro di essere vicino ad un adulto.

Ho letto da qualche parte che già dai primi mesi il bambino distingue la voce di mamma e papà. Che ne pensi di leggere piccole filastrocche a un bimbo così piccolo o cantargli la classica ninna nanna?

Si è vero, i bambini distinguono la voce della mamma. Leggere o canticchiare aiuta a rassicurarlo. Inoltre non va sottovalutato che la ninnananna in qualche modo calma anche la mamma, quando ripetiamo una nenia, questa ci fa da calmante e la calma della mamma, il suo tono di voce sereno aiutano molto il bambino.

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Ho notato che Diana ha cominciato molto presto a interagire, reagire e imitare le espressioni che le facevo: sorrisini, lunguacce e perfino pernacchie. Può essere un gioco da fare per passare del tempo assieme e conoscersi?

Certo. I primissimi sorrisi, nelle prime settimane di vita sono soprattutto cosiddetti sorrisi endogeni così chiamati perché provocati da uno stato di di benessere fisico.

Tuttavia già a 6-8 settimane iniziano a sorridere e vocalizzare in maniera preferita alla mamma.

L’organizzazione degli spazio: l’ostetrica mi salvò la vita facendomi identificare e organizzare lo spazio per il cambio, quello per la pappa e quello per la mamma. Quanto è importante questo per il bebè?

È importante, perché definire spazi e tempi e mantenerli rassicura.

Importante pure parlare ai bambini e dirgli quello che stiamo per fare con loro, cose del tipo ora la mamma ti solleva le gambe per cambiarti il pannolino.

Queste comunicazioni aiutano il bambino e la mamma. È stato notato che il bambino rimane più calmo, probabilmente perché entrambi saranno più coinvolti e la comunicazione aiuta la relazione, anche in queste precocissime fasi. Inoltre le abitudini aiutano a prevedere e a rasserenare.

Ti racconto un piccolo aneddoto personale. Con mia figlia praticavo il baby massage tutti i pomeriggi verso una certa ora su un certo tappeto. Verso quell’ora lei iniziava a piangere finché non la mettevo su quel tappeto e accendevo la musica che usavo per sottofondo cantando anche per lei. Credo avesse associato questi momenti piacevoli e in qualche modo li richiedesse. Aveva tre mesi circa.

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Io ho cominciato subito a tormentare Diana con la musica e ho notato che in qualche modo riconosceva la ninna nanna di Chopin che le avevo propinato quando era nel pancione, perché si calmava quasi subito. Quanto è importante la musica in questa primissima fase della vita? Cosa proporre?

La musica è sempre molto importante. Arriva in modo in cui talvolta le parole non riescono a fare. Così come capita anche per noi adulti. Può essere un piacevole sottofondo, scegliendola diversa magari in base ai momenti, che siano di gioco o di accompagnamento alla nanna.

Ci sono degli studi (ad es. Hepper 1989) che dimostrano che i bambini riconoscono dopo la nascita quando ascoltato nel pancione.

Molti si stupiscono dell’idea di regalare qualche piccolo gioco a bambini sotto i 3 mesi, ma io devo dire che Diana si divertiva con alcuni oggetti in particolare. Serve regalare un sonaglino, un doudou, un libro morbido di stoffa, un oggetto da mordere magari in materiali naturali a un bimbo così piccolo? E le collane da allattamento? Riconoscono i vari materiali, così diversi al tatto, di questi giochi? Come li stimolano?

 I primi oggetti devono avere delle caratteristiche adeguate al momento di sviluppo. Sono spesso gradite quelle manopole morbide che hanno su un lato la testa di un piccolo pupazzo. Possono essere strette nelle manine.

I sonagli possono piacere molto. E spesso gradite sono anche le giostrine sopra al lettino.

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Una cosa che non tutti sanno è che i neonati sono molto legati agli odori. Così una maglia che era stata tenuta indosso dalla mamma può rassicurarli.

Come ha detto qualcuno è meglio il puzzo di mamma che il profumo di nessuno.

Mi ricordo di una sera in cui Diana ed io, allora aveva due mesi, ci divertimmo con uno specchio. Era incuriosita e ridacchiava come una matta. Suggestione mia?

Lo specchio può essere un bel gioco è vero. Tuttavia il bambino inizia ad avere coscienza che quello che vede è sé stesso in genere verso i 18 mesi, ma per capire se il vostro bimbo si riconosce potete fare un semplice test: tracciate una macchiolina rossa sul suo viso, se tocca il suo viso si riconosce altrimenti tenderà a toccare la macchia nello specchio

E che mi dici delle giostrine volanti da mettere sopra la culla o i più particolari e tecnici (Anche da costruire da soli) mobile di Munari con il solo ausilio del bianco e del nero?

Di fare prove e capire cosa gradisce di più il nostro bambino, naturalmente più saranno “chiassose” più avranno un effetto stimolante e il loro scopo sarà farlo giocare anziché calmarlo per la nanna.

Mentre qualcosa che abbia colori più soft e magari una canzoncina rilassante può aiutare per la nanna, anche se, detto sinceramente il posto più bello dove addormentarsi restano le braccia della mamma.

Non ho una preparazione specifica montessoriana, ma vi consiglio questo link (http://www.montessori4you.it/giostrina-di-munari/ ) per approfondire la giostrina di Munari e, se volete, costruirla da soli.

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Cosa ne pensi dei vari dispositivi in commercio quali sdraiette, dondolini e palestrine gioco?

Anche in questo caso vi dico che non ci sono degli assoluti. A parte ovviamente che nessuna giostrina si può sostituire al contatto materno. Credo che si possano, non me ne vogliano i produttori, volendo facilmente sostituire con tappeti e cuscini, anche se alcuni le trovano molto comode e tanti genitori le benedicono perché riescono a regalare momenti di benessere ai bambini.

Davvero però non ci sono consigli validi in assoluto, ad esempio una mamma mi passò al tempo per la mia bambina una sua giostrina che dondolava e suonava dicendomi che il suo bimbo ci si trovava benissimo e che lei riusciva a pulire la casa nel mentre. Mia figlia in quel dondolo piangeva come una disperata, non l’ho potuta utilizzare. Bisogna capire quale funziona meglio con i vostri bambini, siccome capisco che in genere non si sa prima, ebbene sì, ci vuole anche una buona dose di fortuna!

È vero che può essere utile mettere il bimbo, verso i due-tre mesi, a terra a pancia sotto su un tappeto molto morbido, o sul letto, e giocare con lui per stimolarlo a alzare la testa e rinforzare i muscoli del collo?

Sì, lo sviluppo motorio è molto importante e non solo da un punto di vista motorio.

Lo sviluppo posturale diventa in questa fase un tutt’uno con lo sviluppo percettivo e lo stato affettivo.

Il controllo del collo consente di mantenere il contatto occhio a occhio. Questo contatto reciproco di sguardi caratterizza l’interazione mamma-bambino nei primi due-tre mesi di vita.

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Andare a spasso insieme: quanto è importante per un bimbo così piccolo andare a spasso con mamma, papà o nonni? E come proponi di farlo: carrozzina, marsupio, fascia… che tipo di esperienza offrono?

Beh, sono un’insegnante di fascia, quindi estremamente di parte, anche se capisco che soprattutto in estate possa far caldo. Tuttavia, nei primissimi tempi, il contatto pelle a pelle è necessario e importante. Vi lascerà le mani libere, anche in casa, di far ciò che volete.

Indovinate un po’? Generalmente i piccoli sono sereni in fascia, sono lì con voi, nessuna ansia per nessuno, né mamme, né bambini.

No, non è un “vizio” stare a contatto con la mamma. È un bisogno naturale da soddisfare finché ce n’è necessità.

Appena cammineranno vorranno esplorare il mondo attorno, quanto più si sono nutriti di sicurezza e contatto nelle fasi precedenti… a quel punto dovrete corrergli dietro!

I marsupi, tranne alcuni molto ben fatti, lasciano le gambe a ciondoloni e questo non fa bene alle anche. Ti lascio un link un po’ vecchiotto ma sempre utile dove spiego una posizione base per portare in fascia: https://www.youtube.com/watch?v=2JWM8512OpA

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