La psicologia del pannolino: come superare indenni la fase dello spannolinamento.

IL PERIODO DELLO “SPANNOLINAMENTO” E’ UNA FASE CRUCIALE NELLA VITA DEI BAMBINI. COME SUPERARE INDENNI QUESTA FASE? CE LO SPIEGA LA PICOLOGA DELLE MAMME!

 

LA PSICOLOGA DELLE MAMME
Dott.ssa Florinda Lo Piano
http://www.lapsicologadellemamme.it/
https://www.facebook.com/lapsicologadellemamme/

 

E’ già qualche settimana che Greta annuncia i suoi bisogni, mammina mammina claccla oppure pipìììììììììììì (ogni volta è una sorpresa, calcolatelo per 10 volte al giorno, ecco sto messa così) ma il problema è che annuncia tutto dopo aver compiuto il misfatto!

A Settembre la iena farà due anni e, considerando le annunciazioni, abbiamo deciso insieme a Matteo di provare a toglierle il pannolino durante le imminenti (?!?!?!) vacanze. Al momento le ho preso un vasino della Prenatal, che credo gli manchi solo fare il caffè, e incrociamo le dita che le piaccia!

Ma come si fa ad insegnare a un nano di due/tre anni che ora la pipì e la cacca non si devono più fare comodamente nel pannolino quando vuoi e dove vuoi? Come gli si insegna a trattenerla fino al prossimo bar, al prossimo autogrill, aspettaunattimochedevoaprirelaporta? Come si fa soprattutto a rimanere zen dopo la decima pipì a terra?

Io che nella vita mi fido solo di Google, ho trovato le risposte che cercavo contattando la dottoressa Florinda Lo Piano, una psicologa perinatale che, oltre a svolgere la sua attività in quel della Sicilia, porta avanti un utilissimo sito, La Psicologa delle Mamme (http://www.lapsicologadellemamme.it) ma è soprattutto mamma di una bimba coetanea alla mia!

Ho provato, quindi, a farle qualche domanda per capire come affrontare al meglio questa fase.

Black & White

Il periodo dello “spannolinamento” è una fase sicuramente molto delicata, quali sono le implicazioni psicologiche sia per il bambino che per i genitori?

Certamente lo “spannolinamento” ha diverse implicazioni, tanto fisiologiche quanto psicologiche.

Per i bambini, passare alla mutandina significa affrontare una tappa di sviluppo molto importante, che permette loro di acquisire competenze sul controllo del proprio corpo, oltre che l’avvio di un percorso verso l’autonomia. Affrontare con serenità questa fase permette al bambino di provare soddisfazione, sperimentare autoefficacia e accrescere la sua autostima.

Tutto ciò avverrà, però, purché vengano rispettati i suoi tempi, poiché, in caso contrario, il bambino potrebbe sperimentare ansia e timore, tanto da arrivare, in alcuni casi, a rifiutarsi perfino di fare i suoi bisogni per ore (non di rado, alcuni bambini diventano stitici proprio poiché il passaggio al vasino è stato vissuto come una forzatura).

Anche i genitori (o chi ne fa le veci) sono altrettanto protagonisti della fase di spannolinamento, per questo vivono anche loro le difficoltà del momento, avendo un ruolo fondamentale nell’accompagnare il proprio bambino in questo passaggio. Può essere, per i genitori, un momento particolarmente stressante che mette a dura prova la loro pazienza.

Quando il bambino non è realmente pronto, possono emergere nei genitori ansia e frustrazione, a causa del fatto che potrebbero non raggiungersi buoni risultati in tempi brevi e il bambino si potrebbe mostrare riluttante e difficile da gestire. Questa situazione rischierebbe di innescare un circolo vizioso nel quale la frustrazione dei genitori influisce sul bambino che, infastidendosi e mostrando delle resistenze, potrebbe ulteriormente alimentare in noi quei sentimenti che, ancora una volta, indisporrebbero il bambino.

RISPETTO DEI TEMPI DEL BAMBINO E TANTA PAZIENZA: QUESTI GLI INGREDIENTI FONDAMENTALI PER AFFRONTARE LA FASE DI SPANNOLINAMENTO.

Quali sono gli errori più comuni in cui cadono i genitori? E quale dovrebbe essere il loro comportamento corretto?

Tra gli errori più comuni in cui incorrono molti genitori, ci sarebbe l’idea che lo spannolinamento vada iniziato necessariamente d’estate poiché, per comodità, i panni da lavare sarebbero meno e più facili da asciugare, anche se questo potrebbe andare a discapito del reale livello di maturità raggiunta dal bambino, che potrebbe essere davvero pronto in altre stagioni precedenti o successive ai tentativi messi in atto (ok, benissimo, ho già sbagliato tutto!!!)

Forzare il bambino a tale cambiamento porterebbe alle conseguenze già citate e a scarsi risultati o risultati ottenuti in un tempo più protratto. In questi casi sarebbe bene mollare la presa e rimandare di qualche tempo, laddove si avesse la sensazione che non fosse ancora pronto, oppure cercare di accogliere i suoi segnali e iniziare questa fase quando il bambino per primo dovesse iniziare a richiederlo, anche in caso ci si trovi in pieno inverno.

Se, nonostante alcune difficoltà, invece, si cogliessero segnali positivi da parte del bambino, sarà importante porsi in una condizione di accoglienza del bambino e dei suoi bisogni, consolarlo, sostenerlo e aiutarlo con pazienza, comprensione e serenità per il tempo necessario, perché anche lui possa sentirsi altrettanto sereno e privo di ansie nell’acquisizione di queste nuove competenze.

Ho sentito spesso parlare di ansia da separazione soprattutto dalla cacca. E’ vero oppure leggenda?

Non del tutto. La maggior parte dei bambini si adegua in poco tempo a fare la pipì nel vasino, a riconoscere lo stimolo e ad avvisare. Per le feci, invece, impegnano più tempo, perché di per sé sono fisiologicamente più impegnative da lasciare andare e, così, anche psicologicamente: è qualcosa di intimo che gli appartiene e da cui devono accettare di separarsi.

Alcuni bambini possono anche spaventarsi non appena le vedranno per la prima volta (perché difficilmente le avranno viste prima di iniziare lo spannolinamento, poiché il pannolino viene cambiato in posizione supina), per questo l’atteggiamento sereno e paziente dei genitori sarà di fondamentale importanza, in ogni caso, anche nei momenti di maggiore e comprensibile caos. Ci sono bambini che impiegano anche molti mesi, pur essendo passati definitivamente alla mutandina, prima di passare a farla serenamente nel vasino.

C’è qualche libro sull’argomento magari da leggere mamma-papà-bambino/a?

Non ci sono libri miracolosi, perché prima di tutto è il bambino a dover essere pronto, ma leggere insieme ai propri piccoli è sempre piacevole e arricchente, per noi e per loro, quindi alcuni libri sul tema potrebbero sicuramente aiutare a discutere col bambino dell’argomento. Tra i più consigliati ci sono “Posso guardare nel tuo pannolino?” (Edizioni Clavis) e “Io vado!” (Edizione Babalibri).

Da mamma c’è qualche consiglio pratico che vorresti dare alle mamme, tipo me, che stanno per approcciarsi a questa fase?

La pazienza è l’arma fondamentale, necessaria per affrontare questa fase e permettere al proprio bambino di sperimentarsi senza timore di fare degli errori da cui, poi, imparare.

È altrettanto importante che vi sia rispetto per le sue esigenze, tanto in positivo quanto in negativo, così come per i suoi tempi (senza imporre i nostri); e ancora mettersi in ascolto dei segnali lanciati dal proprio bambino, affrontando tutto con tutta la serenità di cui si è capaci, senza rimproveri, ma rassicurando il piccolo del fatto che se non è riuscito adesso, andrà bene la prossima volta.

Un ultimo consiglio patico che mi sento di rivolgere ai genitori è quello di essere coerenti, quando si decide che sia il momento di togliere il pannolino, va fatto in modo definitivo, di giorno, di notte e in tutte le situazioni in cui noi genitori pensiamo che ci sentiremmo in difficoltà (uscite, viaggi in auto, ecc.), poiché alternare momenti in cui si ha la mutandina e ci si deve sforzare a prevedere lo stimolo a momenti in cui si porta il pannolino per evitare che si bagni, creerebbe nel bambino una certa confusione, non capendo quando debba avvisare e quando, invece, possa farla senza dirigersi al water.

I bambini, con lo spannolinamento, fronteggiano un compito di sviluppo molto impegnativo e devono poterlo svolgere una volta sola, tutto insieme.

 

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