Quando comincia a parlare un bambino? 10 domande alla psicologa sul linguaggio dei neonati

“QUANDO PARLERÀ MIA FIGLIA?” “QUANTE PAROLE DOVREBBE DIRE UN BAMBINO DI 2 ANNI O DI UN ANNO E MEZZO”. TIZIANA CAPOCACCIA, PSICOLOGA DELL’ETÀ EVOLUTIVA, RISPONDE A 10 DOMANDE SU NEONATI E PAROLE

Diana ha – nella datazione da forma di Parmigiano – 21 mesi e mezzo. Il suo vocabolario si è molto ampliato negli ultimi 1-2 mesi, grazie anche ad alcuni giochi educativi che hanno permesso a questa mamma disordinata di fare un pochino concentrare la sua bimba.

Diana fino a 18 mesi diceva mamma (e nemmeno tanto: 8 mesi a letto, ingrata!), papà (a profusione!), cacca, pappa, Ga (gatto), Ca (cane), babapapà (Barbapapà). Fine del repertorio. In realtà non è che ci avessi fatto molto caso, fino a quando mi sono ritrovata a discutere di filosofia teoretica con una sua compagna di nido due mesi più grande. Tao.. e te sei ‘a mamma di Jiana?
Sì, sono la mamma di Diana
Lo sai che io ho fatto merenda, e poi ho fatto la cacca e ora…
Alla fine abbiamo disquisito circa le relative posizioni rispetto al Protocollo di Kyoto.

Beh in effetti fa mia madre un pomeriggio Tu all’età sua coniugavi i verbi e parlavi moltissimo (vi assicuro che mia madre non è di quelle ogni scarrafone è bello a mamma sua, è più il genere ora vi elenco i difetti di mia figlia uno per uno). Pausa Oddio, eri così cicciona che hai camminato molto tardi (che vi avevo detto?). Ed è la verità, infatti tutta la famiglia si ricorda di me come di una tenera e paffuta rompicoglioni.

Insomma, superato l’anno e mezzo mi sono effettivamente chiesta quante parole Diana dovesse dire e quanto io dovessi aiutarla nello sviluppo del linguaggio. Siccome detesto l’hobby, amatissimo da tutti gli ipocondriaci del mondo compresa mia zia che amorevolmente in famiglia chiamiamo Chec’avrò, di consultare siti più o meno accreditati su argomenti delicati, ho chiamato in soccorso anche questa volta la nostra Psicologa dell’età evolutiva Tiziana Capocaccia.

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1- Prima banalissima domanda, quali sono le prime “gemme” del linguaggio umano e a che età appaiono?

Uh, che domandone! Se per gemme del linguaggio intendi i primi suoni, ci sono già alla nascita in forma di grida o pianto. Verso i 2-3 mesi compaiono quei suoni gutturali simili a un “tubare”: sono i suoni base di tutti i linguaggi conosciuti, non solo di quelli nativi, ossia della lingua che sarà poi del bambino, che invece chiamiamo fonemi. A 4 mesi invece inizia la produzione di più suoni messi assieme, la cosiddetta lallazione. Verso i 6 mesi, il neonato inizia gradualmente a imitare suoni del linguaggio ascoltato. Parliamo di qualcosa di molto “embrionale” non immaginiamoci che parlano a 6 mesi…! Poi verso i 10 mesi questi suoni ripetuti iniziano ad essere usati non più casualmente ma diretti alla richiesta di un oggetto.

2- A che età in media si dice la prima parola? E si può considerare parola anche un “ma-ma-ma-ma-ma” che fa gridare a tutti “Ha detto mamma”?

Il ma-ma-ma è appunto una lallazione, ossia la produzione casuale di suoni ripetuti. La prima vera parola compare in media verso l’anno di vita o poco più, e queste prime parole sono spesso dette in presenza dell’oggetto o persona di riferimento.

3- Sfatiamo alcuni falsi miti: parlare è una roba ereditaria? (Così la smettiamo con tutte queste nonne che si inventano che il papà parlava a 8 mesi, la mamma a 6 e lo zio è uscito in sala parto chiedendo a che ora fosse la prima poppata) E la storia che “i maschi parlano dopo e le femmine parlano prima”? E il fatto che se tu capisci troppo tuo figlio si impigrisce?

Ci sono differenze nella produzione linguistica di soggetti differenti. Questo può dipendere da molti fattori: ad esempio, ci sono anche le componenti extralinguistiche, come la memoria e l’attenzione, che sono importanti. Inoltre teniamo pure presente che quando una suocera o una nonna parlano di figli sono passati un bel mucchietto di anni e si possono sbagliare. Più i bambini sono piccoli, più periodi anche di poche settimane fanno la differenza (Grazie Tiziana per questo assist clamoroso anzi mamme-suocere, Ndr).

La storia delle bambine che parlano un po’ prima è vera. In genere i maschi acquisiscono prima abilità motorie, ma teniamo presente che non sono verità assolute e che comunque poi le acquisizioni si equiparano. Non è che le femmine parleranno sempre meglio solo perché parlano un pochino prima.

Ed è anche vero che non bisogna anticipare troppo i bambini, ossia il fatto di capire al volo quello che vogliono senza che loro abbiano il bisogno di esprimerlo effettivamente può essere un deterrente.

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4- Mio figlio ha 18 mesi e dice sono papà, mamma, pappa e cacca: posso ancora sperare nel premio Nobel o i bambini che parlano tardi sono bambini poco intelligenti (così con questa speriamo di mettere a tacere quelli che invece del figlio vogliono il fenomeno da baraccone)  Se un bambino ha un linguaggio sviluppato vuol dire che anche il suo pensiero è più sviluppato?

All’età di 18 mesi la media delle parole è di 88, tra un picco minimo di 0 a uno massimo di 176 (Fonte dati: PVB – nuova edizione 2016).

Esistono inoltre bambini che all’età di due anni dicono ancora un numero molto esiguo di parole. Sono denominati parlatori tardivi. Credo che laddove riscontriamo dubbi sullo sviluppo linguistico consultare un logopedista sia la via più sana e utile per tranquillizzarsi. Quando ci si rende conto o si teme che ci sia una qualche difficoltà con il linguaggio la cosa migliore è rivolgersi ad un logopedista.

Un’eventuale difficoltà specifica di linguaggio non vuol dire anche problemi neurologici, sensoriali o relazionali, però lasciarsi rassicurare dal professionista è la cosa migliore da fare.

Va detto che molte difficoltà di linguaggio si risolvono con il tempo, ma un intervento a supporto può essere sempre di aiuto, lasciarsi rassicurare da chi è del mestiere, diciamocelo fra mamme, non ha prezzo. Così come se ci accorgiamo che ha la tosse o che il raffreddore non passa mai andiamo dall’otorino anche solo per farci rassicurare, o se temiamo le carie facciamo visite di controllo dal dentista, allo stesso modo pensiamo nel caso del linguaggio al logopedista.

5- A che età invece devono cominciare a fare le prime associazioni fra due parole tipo “mamma – pappa”?

Intorno ai 22 -24 mesi: è il cosiddetto linguaggio telegrafico.

6- Come posso aiutare il mio bimbo a cominciare a parlare? E poi… devo farlo?

Certo, si può e si deve incoraggiare il bambino in un modo estremamente semplice: parlandogli. Le parole promuovono le parole.

7- È vera la storia di 20 mesi 20 parole? In realtà è solo una delle tante che ho sentito da quando sono mamma… Quante parole deve dire un bambino di circa un anno e mezzo?

Questa del 20 mesi 20 parole ammetto che non la conoscevo!

Le tabelle riportano a 20 mesi una media di 130 parole, media in cui il picco minimo è 11 e il massimo 249. Sto parlando di parole prodotte. A 20 mesi la media delle parole comprese non viene già più riportata, perché sono diventate già moltissime. (Fonte dati: PVB – nuova edizione 2016).

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8- Quanto è importante parlare con il proprio bambino? E quanto può essere pericoloso infantilizzare le parole?

Diciamo che facciamo fare più fatica al bambino che deve imparare la parola due volte. Pensiamo a Bumba e ad acqua che non sono nemmeno vagamente somiglianti. Altra cosa è lasciare che il bambino arrivi alla parola completa per approssimazioni: magari inizialmente dirà solo la prima sillaba, o i suoni somiglieranno alla parola target e via, via si perfezionerà.

9- Diana ad un certo punto diceva Ca, per cane, Ga, per gatto… Insomma indicava alcuni oggetti, animali, persone pronunciando solo una parte del nome: vale anche quella come parola?

Ecco questo è un buon esempio rispetto alla domanda di prima: Diana ascolta la parola esatta e produce in base alla sua possibilità, via via perfezionerà. Ma il modello di parola che le proponi è quello corretto. Insomma, sì: vale come parola.

10- Quando è davvero il momento di chiedere una consulenza per capire se ci siano dei problemi e a chi dobbiamo rivolgerci:

Ci sono alcuni aspetti da tenere presenti. È vero che il linguaggio è un indicatore chiaro. Ci sono però altri aspetti evolutivi importanti. Se e quanto il bambino si relaziona, ci guarda, ascolta o imita, per esempio.

Strettamente riguardo al linguaggio, se un bambino di due anni sa dire meno di 50 parole direi che è utile chiedere una valutazione del logopedista per propria tranquillità e/o per capire come intervenire il più precocemente possibile

 

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