Babù a Furio Camillo: il family bar con grandi spazi per il confort di tutta la famiglia

babu_logoBABU
Via Carlo Denina, 18
https://www.facebook.com/babudazeroacento/
http://www.ba-bu.it/

Per tutto il primo anno di vita di Diana via Denina è stata per me la via del Consultorio di zona dove portavo la mia piccolissima a pesare, dove per la prima volta si è consumata la tragedia dei lavaggi nasali, dove ho fatto baby massage e ricominciato a avere contatti con il mondo, chiacchierando con le altre mamme mentre allattavo e trattenevo le lacrime dal dolore (‘sto post comincia con un bel quadretto, eh?).

lapuntura_pippofrancoÈ anche la via dove Diana ha fatto la sua prima iniezione e io facevo avanti e indietro con la carrozzina pensando a quanto le avrebbe fatto male. A 6 anni fui sottoposta a una terapia per la tonsillite a colpi di siringa: una ogni tre giorni e il bombardone di penicillina ogni 15. La sagra della puntura. E dagli a cantare canzoni di Pippo Franco: correvo per casa e sferravo morsi. Una volta, nella mischia di mani che cercavano di  tenermi ferma, il morso me lo diedi sulla mano da sola, mentre l’ago impietoso faceva il suo sporco lavoro.

In cerca di consolazione e coraggio, in via Denina mi gustavo una deliziosa vetrina, all’angolo con via Appia, piena di bijoux artigianali. Ma chi mi conosce sa che i gioielli mi consolano fino a un certo punto e per farmi passare tutto c’è solo una cosa da fare: portarmi a mangiare! Pasticcinis are a girl’s best friend!

Ora: vi pare giusto che io cambio quartiere e consultorio e Babù apre proprio di fronte al portone della Asl di via Denina? Ebbene, sì. Dietro a quel cancello chiuso dove avrò posato lo sguardo chissà quante volte è fiorito un spazio perfetto per le famiglie, addolcito da colori nordici, pareti bianchi, legno chiarissimo, qua è là spruzzate di giallo e di blu.

Babù è un family bar (ma è riduttivo definirlo così) che è stato subito accolto con grande entusiasmo dal pubblico della zona, ma diciamo pure di tutta Roma. Un posto dove la fa da padrone la comodità: spazi grandi, tavoli grandi, poltrone grandi, giochi grandi!

 

Non potete non innamorarvene già dalle foto e non capire che dietro c’è lo zampino di un architetto! Troppo belli gli interni per non essere stati sapientemente studiati, troppo comodi per non essere stati pensati da qualcuno che oltre che architetto è anche una mamma che, fin da quando sono nati i suoi figli, ha cominciato a pensare a un posto che in città mancava, un posto dove non solo i bambini possano divertirsi e sperimentare in tutta sicurezza ma anche i genitori si possano finalmente godere un po’ di relax. E questo anche per i più piccoli. Salgono a bordo di questo sogno altre due mamme, una anche lei architetto e l’altra psicologa.

Il cortile esterno, ampio e in attesa di essere sfruttato col bel tempo, continua idealmente all’interno grazie alla grande vetrata progettata per raccogliere tutta la luce possibile.

La prima parte del locale, molto spazioso, è dedicata al bar. Ci sono tavoli – da condividere anche con persone che non conoscete, con la bella sensazione di essere a casa di amici – sedie, sgabelli e comodissimi divanetti e poltrone. C’è il bancone con dolci, biscotti, muffin, centrifughe, succhi e caffetteria e, disseminati per tutto il locale, giochi in legno di ogni tipo per far divertire i piccolissimi: incastri, puzzle, pesca magnetica, costruzioni, casette e pallottolieri sono a disposizione dei piccolissimi clienti che possono fare merenda giocando.

Questo prima di passare alla vera area gioco che si trova nella seconda parte del locale, anche questa ampia, abbastanza da ospitare grandi giochi come una casetta, la cucina, il banco del mercato, tavolini, sedie e giochi a dondolo. 

 

Uno spazio così, perciò, si presta perfettamente a spettacoli teatrali, concerti e laboratori di ogni tipo: dall’apertura di Babù sono passati da qui – e continuano periodicamente ad animare il posto –  i Pirimpumpara con concerti e lezioni per i piccolissimi, La Compagnia Teatrale Karibù con i suoi spettacoli per bimbi dai 2 anni di età, Massimiliano Maiucchi con le sue Filastrocche a Bocca Piena, i laboratori di ispirazione Waldorf  e quelli di pittura coi Cartoni Animali ai quali abbiamo partecipato Diana ed io (o meglio io, perché come mia figlia si sporca con due gocce di pittura protende la manina schifata verso di me, pretende di essere pulita all’istante e poi si tiene a debita distanza da tutta quella sozzura! Plebei!).

 

Inoltre Babù è anche conosciuto per il suo family-brunch domenicale, come un pranzo a casa di amici con aggiunta di laboratorio per bambini (in genere è per i più grandicelli, vi conviene chiamare di volta in volta).

 

Babù può essere anche riservata come location esclusiva per feste di compleanno ed eventi. Ed è sicuramente un ottimo posto dove andare a riprendersi dallo spavento delle punture fatte al consultorio di fronte.

Intendo le mamme, mica i figli!

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