Explora, museo dei bambini di Roma: istruzioni per l’uso per bimbi sotto i 3 anni

explora_logoEXPLORA – Museo dei Bambini di Roma
Via Flaminia
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Quando avevo 10 anni mio padre, di ritorno da un viaggio di lavoro in Canada, mi portò un aggeggio incredibile che, sulla scatola, riportava un numero promettente che in quel periodo molti giochi usavano come marchio di infinito divertimento: 99. Il mio nuovo gioco, che veniva dal paese dello sciroppo d’acero, era una specie di consolle in cartone pesante, sorretto da due piedistalli in plastica, costellata di molle e alimentato da una grossa pila che prometteva la possibilità di realizzare, attraverso un grosso mazzetto di cavetti conduttori in dotazione, ben 99 circuiti elettrici. Intermittenza, semaforo, suoni, macchina per fare il codice morse: solo alcune delle meraviglie che la piccola elettricista realizzò con quella macchina che, mi chiedo ancora oggi perché, non ho purtroppo conservato. Avevo anche una grossa tastiera che aveva 99 possibilità di strumenti differenti e tanti giochi da tavola per giocatori da “6 a 99 anni”.

Ecco la sensazione che ho provato entrando da Explora, già molti anni fa con mia nipote oggi diciottenne: non so quante siano le attrazioni, certo è che le cose da fare e imparare sono molte più di 99, ma la sensazione è proprio quella che mi dava il numero marchio di infinito divertimento. Quei posti dove, ancora oggi che ho 40 anni, fatico a mantenere un contegno e pochi giorni fa, in visita con mia madre e mia figlia, c’è mancato poco che mi lanciassi per il giardino a cavallo della carrucola urlando Towanda!!!  (Pomodori verdi fritti, gran film: se non lo avete visto datevi una bacchettata su una mano e rimediate immediatamente)

Dopo questo lungo inverno di cimurri da asilo nido, finalmente siamo riuscite a tornare nel Museo dei Bambini di Roma (e sì, si chiama Museo ma non è un ente pubblico: vive dalla sua nascita grazie alle attività che vi si fanno e a bandi pubblici. E questo, a mio avviso, fa di chi ci lavora e di chi lo ha ideato e portato avanti in questi anni persone degne della nostra stima e immensa riconoscenza! Coraggiosi e bravi! Sostieni Explora!).

Tante mamme mi scrivono chiedendo di Explora, tante le ho sentite commentare e consigliare. Quasi tutte entusiaste e qualcuna con qualche piccola riserva perché la questione è sempre quella: cosa può fare mio figlio, così piccolo, da Explora?

E allora mi sono fermata a riflettere per capire cosa e come consigliarvi, mentre osservavo mia figlia di 19 mesi giocare e ricordavo la prima volta di Diana nel museo, 13 mesi, appena deambulante.

Ha riconosciuto subito il tappetone coi buchi all’ingresso dell’area 0-3 (dove si accede rigorosamente solo con le scarpe coperte), ci si è tuffata e ha cominciato a nascondersi chiudendosi dentro con i cuscinoni a forma di fiore. “Bu!”. Poi si è spostata sulla poltroncina a leggere un libricino a disposizione e, dopo aver fatto suonare tutti gli strumenti possibili, si è stravaccata ridacchiando sul nido per i piccolissimi. Vedevo, però, che continuava a guardare le scolaresche di bambini delle elementari che si divertivano a simulare mestieri, situazioni, quotidianità. Urlavano come operai impegnati in un lavoro delicatissimo “Ehi, vieni qui: ho bisogno di una mano!”, serissimi e al tempo stesso divertiti.

Così ho pensato, forse per Diana è arrivato il momento di sperimentare il museo tutto, o quasi. E quindi ci siamo rimesse le scarpe e, approfittando del fatto che le scolaresche stavano andando via ci siamo lanciate all’avventura (il momento migliore per aggirarsi con i piccolini, quindi, è piiù o meno dopo le 16 o nel fine settimana. Sempre, ovviamente, con mamma e papà vicino: poi, per riposarsi un po’, si torna nell’area 0-3 dove i piccolissimi possono girare tranquillamente sotto gli occhi vigili di mamma e papà che si riprendono sulla panchina costruita lungo tutto il bordo).

E quindi abbiamo cominciato con il groviglio di tubi che accoglie i visitatori all’ingresso e che, premendo un pulsante, risucchia e sputa leggeri fazzoletti colorati che sbucano ogni volta da una parte diversa. Lungo tutto il museo sono disseminati rialzi per aiutare i bimbi più piccoli a interagire per bene con i giochi.

Poi abbiamo cominciato a fare sul serio e abbiamo iniziato il percorso. Subito Diana è stata attratta dagli ingranaggi magnetici che si attaccano a una specie di lavagna metallica e si possono poi far ruotare incastrandoli fra di loro. Una puntatina alle ruote riciclate che si possono muovere facendo cadere da una parte all’altra la polvere contenuta al suo interno e, subito dopo, ci siamo lanciati nelle tane in legno, realizzate rubando forme alla natura: una tartaruga, una chiocciola, un bellissimo albero con una porta e due finestre. Si arriva poi allo spazio in cui viene simulata la coltivazione degli ortaggi: spugna al posto della terra, con fori adatti a ospitare carote, patate e altri, e piccoli ramoscelli a cui appendere melanzane e pomodori, cesti per coglierle, poi ripiantarle e ricominciare da capo.

Il punto è che Explora è come quelle splendide narrazioni che si prestano a un ampio numero di livelli di lettura, come la Fattoria degli Animali di Orwell: per i bambini più grandi è l’occasione di capire le tante filiere in cui si struttura la produzione dei tanti beni di cui usufruiamo nella quotidianità, per i nostri piccolissimi è un momento di divertimento e apprendimento di nuove modalità di gioco, anche insieme a bambini appena conosciuti.

Subito dopo questo piccolo orto – ma la filiera alimentare si completa più avanti – quasi mi sarei lasciata distrarre da un infinito ingranaggio di ruote se non fosse stato per Diana che si è intrufolata in un percorso, costruito sotto la grande salita che porta al piano superiore, perfetto per i nostri piccoli che ormai sgattaiolano ovunque: il percorso sensoriale a noi adulti è accessibile solo se siamo così coraggiosi da buttarci in ginocchio, ma per loro è una divertente carrellata di oblo ricavati nel muro con, all’interno, oggetti e materiali di uso quotidiano che offrono diverse sensazioni tattili dalle stuoie ai compact disk, dai guanti da cucina ai mattoni in ghiaia per esterni.

I giochi proposti diventano sempre più “da grandi”, ma godibilissimi: c’è la simulazione del supermercato, la filiera alimentare spiegata in vari modi e poi c’è la grande vasca con i giochi idraulici, fra cui anche una macchina di Leonardo. Inutile dire che Diana è impazzita cercando di capire chi comandasse cosa e di infilare le mani nell’acqua il più possibile (ci sono dei grembiuli per non bagnarsi e per i nostri piccoli sono praticamente delle mute da palombaro!). Ci sono grandi veicoli come il camion dei pompieri con tanto di caschi – e per salire ci sono le scale, che la nana adora (quando sarà grande e prenderà l’ascensore per salire al primo piano, come tutti i ragazzi, glielo farò presente), la cabina di pilotaggio di un Eurostar, la macchina straordinaria che simula dall’interno come vedono e agiscono alcuni insetti (o almeno credo perché non ho fatto in tempo ad entrare che Diana è scappata come una furia verso i giochi d’acqua).

C’è una bella cucina attrezzata per i bimbi con lavandino, fuochi, attrezzi di ogni tipo e parete con orologio e lavagna, e una zona per disegnare e creare con piena di colori e fogli a disposizione.

Arrivati a questo benedetto numero 99 ci siamo fermati, abbandonando l’idea di salire anche al piano di sopra e di visitare l’esterno dove ho adocchiato altre attrazioni. Ma tornerò presto e vi farò sapere.

Il punto è che Explora è un divertimento che cresce assieme ai vostri bambini mese dopo mese, cresce per loro e per voi: per loro grazie al vostro appoggio e per voi perché potrete osservarli giocare e immaginare cose che a noi non vengono oramai più in mente.

Ultima chicca: da Explora vengono spesso organizzati laboratori, c’è un’area cucina per imparare ovviamente a cucinare (è per i bimbi più grandi… ma non si sa mai!), c’è un bellissimo bookshop con tanti libri e giochi e un’area lettura/laboratori. E c’è anche un bar e un ristorante dove si può mangiare una buona pizza o degli sfizi di cui ricordo solo le parole nodini, bufala e pizza fritta. Hanno offuscato tutto il resto. E questa enorme pizza, saranno anche quella 99 fette, quando arriva pensi che non la finirai mai e in men che non si dica ti ritrovi a leccarti le dita sporche del pomodoro dell’ultimo pezzo, un po’ come la visita ad Explora che sembra non finire mai e in un attimo ti trovi fuori e ti chiedi quante cose ti sei perso…

nb. Visto che il parcheggio in zona è difficoltoso e io ho acceso un mutuo per pagare un parcheggio privato, sappiate che Explora dispone di un proprio parcheggio al prezzo di 2€ per 3 ore

SE VOLETE SOSTENERE EXPLORA E AIUTARLO A DIVENTARE SEMPRE PIÙ GRANDE E BELLO CLICCATE QUI

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