Il Minotauro, labirinto incantato di giochi e libri a due passi da Campo de’ Fiori

ILMINOTAUROLIBRERIAGIOCHI_LOGOIL MINOTAURO, libri e giochi
Via del Pellegrino 110/111
https://www.facebook.com/IlMinotauroLibreria/
http://www.ilminotauro.com

Da bambina tre erano i lungometraggi animati che preferivo di gran lunga a tutti gli altri: “La spada nella roccia”, per gli esilaranti Merlino, Anacleto e Maga Magò, “Robin Hood”, perché ruba ai ricchi per dare ai poveri e perché il cattivo è un cretino senza pari tanto da essere un poco ruggente leone pelato che si succhia il pollice (e questo ti dava tanta fiducia nel trionfo nella giustizia del mondo, illusione che poi prenderai a badilate attorno ai 40 anni) e “Alice nel paese delle meraviglie”, perché potevo identificarmi nella ragazzina sconclusionata e un poco strana, io che conservavo i bastoncini del cremino convinta che ci avrei costruito un galeone a grandezza naturale.

Beh, se da ragazzina mi avessero chiesto di immaginare un posto in questa città che fungesse da passaggio per il paese delle Meraviglie, la porta per l’oltre lo specchio, il pavimento nel quale sprofondare per poi fluttuare verso un tè col Cappellaio, avrei sicuramente disegnato qualcosa di molto simile al Minotauro.

È un vero e proprio piccolo dedalo di giochi e libri. Anzi due, perché due sono gli ingressi e due i negozi: uno dedicato ai giochi e l’altro ai libri.

ILMINOTAUROLIBRERIAGIOCHI_000La morfologia tipica dei locali del centro storico – alcuni, un tempo, erano se non botteghe addirittura delle stalle – conferisce ancora più fascino a questa esplosione di colori sotto una luce soffusa. I giochi, nel primo negozio, sono ovunque. Pendono perfino dal soffitto. A un certo punto, nel grande scaffale centrale, mi è sembrato che il tutto fosse adagiato su stoffe morbide, colorate e di diverse consistenze. Curioso allestimento, ho pensato. E invece, no! A ospitare altri giochi era un lupo gigante della Lilliputiens, marca belga di giochi morbidi e colorati per bimbi da 0 mesi in su. Un lupo gigante con la bocca apribile avrebbe potuto senza dubbio essere uno degli ingressi per il Paese delle Meraviglie.

 

Diana sembrava finita nel Paese dei Balocchi, invece, e ha cominciato a rovistare la montagna di giochi esposti davanti alla cassa (foderata di ogni tipo di balocco e quindi praticamente invisibile). Partita da un tenero coniglio dalle orecchie lunghe, si è innamorata di una automobilina della Vilac, giochi artigianali prevalentemente in legno e tutti rigorosamente made in France dalla progettazione fino alla confezione!
“La vuoi”
“ShhhChhhì”
“Vuoi proprio questa?”
“ShhhChì”, saltella e annuisce con decisione. Lei, sì, che sa quello che vuole!
E la proprietaria, una gentilissima signora francese (scusate, ma io ho un debole per la Francia) oltremodo disponibile, ha aperto la scatolina e consegnato la macchinina a Diana che non stava più nella pelle. E, nel frattempo, mi ha raccontato che il Minotauro esiste in realtà da 15 anni e che ha traslocato in Via del Pellegrino da Monteverde.

Macchinina in mano abbiamo continuato il nostro tour del quale so dirvi molto poco rispetto a quello che troverete in negozio: perfino una abituata all’abbondanza di cose in casa come me – per 10 anni, quando ero bambina, abbiamo avuto un garage e non ci abbiamo mai messo una macchina perché non c’era posto e la cosa è stata risolta solo con un soppalco – non è riuscita a tenere a mente tutto (il che è un’ottima scusa per tornare). Al Minotauro troverete giocattoli artigianali – c’era una stupenda casa per le bambole – veicoli cavalcabili, travestimenti di ogni genere, lampade e giostre da appendere al soffitto e tante altre cose per abbelire la stanza dei piccoli (c’era perfino una culla, piccola e originalissima!), puzzle, giochi educativi e delle borse bellissime che quasi quasi pure mamma… eh?

Poi siamo passati al Minotauro Libreria, dall’aspetto di un vero e proprio salottino letterario, con tanto di pianoforte a coda e sgabello altezza Diana (la signorina è alta 80 cm e ci ha deliziato con le sue composizioni estemporanee, io intanto gridavo “salvate il pianoforte!”), divanetti e poltrone antiche, e libri tutt’intorno.
Mancavano, sul serio, una pila di tazze di porcellana e il Cappellaio Matto! L’assortimento dei libri è per tutte le età e, cosa molto interessante, varie lingue dal francese all’inglese allo spagnolo e non solo.

Noi ci siamo accaparrate un delizioso libro pop up – che sta sopravvivendo impunemente alle manine sadiche della nana – della Franco Cosimo Panini “Come dormi?”, con pipistrelli che sbattono le ali, canguri che si rintanano nel marsupio e, il preferito di Diana, mamma e bimbo Koala che si abbracciano, e un libro inglese “Like this, Like that” (che io adatterei con “Così, cosà”, ma si sa che noi italiani siamo speciali nel distruggere i titoli) e che è in realtà un silent book, solo illustrazioni niente parole, con tante facce sorridenti, colori e pagine che si piegano per farle incontrare. Per noi è diventato il libro dei baci: ci divertiamo a piegare le pagine, seguendo le guide, per far incontrare la facce e far schioccare loro dei gran baci.

Anche qui, sotto al divano, sono convinta di aver visto un codino bianco e aver sentito “è tardi, è tardi, è tardi!”. Se volete venire a curiosare, perdendovi davanti ai possibili ingressi del Paese delle Meraviglie, fatelo il sabato pomeriggio per le letture, a cura di un’attrice esperta, dedicate ai piccoli da 0 a 4 anni.

Io mi sono sentita molto Alice, per un pomeriggio, soprattutto perché al solito mi dico che non devo comprare niente e poi in un week end sono capace di tornare a casa carica di libri e giochi nuovi (un tempo sarebbero state scarpe, magari). D’altronde Di solito Alice si dava degli ottimi consigli, però poi li seguiva raramente…

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