Perché leggere ai neonati (Intervista alla Psicologa per le Mamme Tiziana Capocaccia)

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QUI LA MAPPA DELLE LIBRERIE PER BAMBINI A ROMA E DINTORNI

Durante la mia gravidanza un poco splatter (per chi si fosse perso le puntate precedenti: intervento di cerchiaggio per “chiudermi” l’utero a 15 settimane e spiccioli e clausura in casa fino al parto avvenuto per rottura delle acque – e di scatole, mie e di Diana – a 35 settimane e 5 giorni. Mi sono alzata dal letto che ero tonica come un bradipo) io, che sono una lettrice accanita, ho letto pochissimo per mancanza di concentrazione (diciamo che non è che fossi un concentrato di serenità, ecco).

Le mie letture erano, la mia amatissima dissociazione mentale, orientate verso due diversi generi: fantascienza/horror (caro King, quanto mi hai aiutata) e libri per bambini. I secondi li leggevo al pancione, con non poca perplessità da parte del mondo attorno e anche mia. Nata Diana, ho cominciato a leggerle di tutto, a comprare i più bei libri per bambini in giro al momento, conservandoglieli per quando sarà grande, e l’ho già portata in biblioteca, dove la prima cosa che ha fatto è stata ficcarsi in bocca il muso di peluches di un Geronimo Stilton, diciamolo, piuttosto putrido. Non c’è male come inizio… Già a 6 mesi una delle cose che amava fare di più era sfogliare: seduta aveva l’equilibrio basculante di un uovo sodo, ma a girar pagine non la batteva nessuno.

Adesso la sera si sceglie il suo librino e ne fa leggere un po’ a me e un po’ a papà che interpretiamo la stessa storia in modi completamente diversi. In genere, dopo un po’ che leggo io, passa il libro a papà con fare tipo “Vabbeh pa’, leggi tu che questa è scema”. Fatto troppo teatro al liceo.

Intuisco i benefici effetti della lettura – per tutte le età, s’intende – ma ho voluto chiedere qualcosa di più a Tiziana Capocaccia, la psicologa per le mamme che vi presentai tempo fa. E con parole molto semplici, lei ha risposto a questa breve e utile intervista.

Da qualche anno, e menomale, spuntano in tutta Roma librerie per bambini e ragazzi e, sempre di più, queste propongono incontri di lettura per i piccolissimi in braccio alle mamme. Che effetto ha la lettura ad alta voce su un bambino piccolissimo? Puoi dirci come il bambino recepisce le storie quando ancora non comprende le parole, quindi prima dell’anno di vita? E dall’anno fino ai 36 mesi?

Quando si legge una storia ad un bambino si compie un dono grande, multiplo. Si dedica del tempo, si consolida la relazione, si sviluppano idee e fantasia, insomma è proprio un ottimo modo di trascorrere il tempo assieme.

Con bambini molto piccoli, consiglio di seguire passo, passo i progressi della comprensione della realtà e del linguaggio così da interessarli con qualcosa che possono capire. A pochi giorni o settimane contano, più della storia, il contatto e l’intonazione, più del contenuto. Come diciamo, come stiamo vicino e a stretto contatto col piccolo è ciò che lo coinvolge, coccola e fa stare bene di più.

Quando iniziano a capire le prime parole, dopo i 7 – 8 mesi già per alcuni, qualche mese più tardi alcuni altri – non ci sono gare in questo – la cosa importante è sintonizzarci col nostro bambino. Sarà piacevole per lui vedere immagini accompagnate dalle parole che conosce, al massimo piccole frasi.

Ad esempio se ama le paperelle, si può sfogliare insieme un libro morbido dicendo “guarda c’è la paperella!” oppure indicare la paperella e dire “qua, qua”. Siamo ad un livello di pre-storia, però lo sfogliare, inizia a far prendere loro confidenza con immagini che vengono una dopo l’altra.

Prima di interessarsi ai disegni i bambini amano spesso le foto reali, questo perché cognitivamente comprendiamo prima le immagini reali e poi quelle disegnate.

Ci sono libri per bambini molto piccoli che ritraggono bambini veri che compiono azioni quotidiane che sono di frequente apprezzati proprio perché i bambini tra uno e due anni li capiscono bene, perché anche loro vivono certe routine quotidiane come il bagnetto o la pappa.

Via, via che il bambino inizia a dire oltre alle prime parole anche delle mini-frasi sarà bello raccogliere la sua competenza per interessarlo con testi semplici uniti a bei disegni, se mostrano interesse per le immagini di un libro la cui storia sarebbe troppo difficile da capire possiamo semplificarla per loro.

Io ho cominciato a leggere alla mia bambina quando era ancora nella pancia… Ogni tanto mi sentivo un po’ pazza: tu che ne pensi, ho fatto bene?

Nessuna pazzia, anzi! Molti studi dimostrano che ciò che ascoltiamo nella pancia entra a far parte di noi.

(Ecco qui alcuni articoli per approfondire:
LA LINGUA ASCOLTATA NEL PANCIONE NON SI SCORDA MAI (articolo Focus)
PRENATAL MATERNAL SPEECH INFLUENCES NEWBORNS’ PERCEPTION OF SPEECH SOUNDS articolo di A.J. DeCasper and M.J. Spence, University of North Carolina)

Quello che diciamo viene ascoltato e lascia un imprinting. Per questo leggere favole è un bellissimo modo per interagire quando ancora i nostri piccoli non sono venuti al mondo.

E le filastrocche? Che tipo di effetto producono? Dacci qualche consiglio e svelaci qualche mistero su queste magie fatte di parole e rime…

Le filastrocche, che possiamo assimilare per caratteristiche alla poesia, possiedono un ritmo che culla, hanno un tipo di verso, l’endecasillabo, fatto a posta per essere cantilenato e ricordato. Sono una maniera per coccolare e cullare con le parole, per questo catturano l’attenzione dei bambini, li divertono ma anche li rilassano.

Diana ha cominciato prestissimo a sfogliare. Già a 5-6 mesi girava le pagine e, si vedeva proprio, era soddisfattissima quando ci riusciva e stupita di trovare immagini nuove ogni volta. Quali effetti produce in un bambino il contatto con l’oggetto “libro”, sia che sia uno di quelli morbidi di stoffa, un cartonato o un libro più da grandicelli?

I bambini sotto i tre anni hanno grande bisogno di sperimentare con i sensi, di stare nel mondo concreto. L’oggetto libro si fa toccare, vedere, annusare, alle volte quelli di plastica o stoffa, ma diciamocelo non solo, anche assaggiare! Sperimentare l’oggetto è fonte di grande soddisfazione e tutti gli oggetti con cui il bambino – attraverso le sue azioni – riesce ad ottenere “conseguenze” piacevoli diventano per lui molto rinforzanti. Voltare le pagine non è solo una bella competenza motoria, permette anche di vedere un’immagine diversa, altri colori. Un bambino prova una sensazione di meraviglia.

Questo poi aiuta a creare un bel rapporto con l’oggetto libro che diventa qualcosa di affascinante che incuriosisce che si vuole esplorare.

Un bagaglio esperienziale bello per ogni bambino.

Che ci dici invece di chi predilige gli e-book anche per i più piccolini?

 Come dicevo i bambini piccoli hanno bisogno di sperimentare con i sensi e da un punto di vista motorio e un ebook pone dei limiti da questo punto di vista.

Tuttavia, li trovo dei ottimi alleati per le mamme che leggono favole per addormentare, quindi al buio, l’ebook avendo la sua illuminazione è comodissimo.

Inoltre, diciamo anche qualche anno dopo i  tre però, credo che l’ebook possa rappresentare una via sana per un primo approccio alla tecnologia, ma magari di questo parleremo un’altra volta!

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