“Visible Signs of love stories”, a L’Albero della vita (Aprilia), una giornata dedicata al cesareo

Visible Signs of Love Stories, una giornata interamente dedicata al parto cesareo, con il contributo del progetto fotografico di Gabriele Marmotta. Presso l’Albero della Vita, SABATO 18 NOVEMBRE, dalle 11 alle 19, Via delle Orchidee 4c, Aprilia, con la presenza di un’ostetrica e una massaggiatrice Shatsu (su prenotazione) – Contributo per l’evento di 10€, il ricavato sarà destinato al “Visible signs of love stories project”

Nella mia famiglia, a ogni nascita è abbinato un piatto: per mio fratello dei poco poetici fagioli (anzi, fascioli) all’uccelletto, per me un iris fritto con ricotta e cioccolato (dolce siculo per il quale sono poi previste 36 ore di coma alimentare. O la sala parto, appunto), per mia figlia il pollo coi peperoni (che si sa, a ferragosto con 40° all’ombra e una pancia di quasi 9 mesi è un must!).

Funziona così: la futura mamma ingurgita il leggerissimo piattino, il bimbo riceve sfratto esecutivo. “Questo posto è troppo piccolo per tutti e due”, e il pupo abbandona la nave. Mia madre ha questa abitudine di partorire di quasi 10 mesi e sfornare pulcini di 4 kg con 8kg di pancione, per cui tutti si aspettavano un ragnetto (nel pleistocene – quando sono nata io – niente ecografie). Roba che mia nonna mi aveva comprato delle magliettine buone per un prematuro e mi sono ritrovata, 3.7kg, al nido della clinica a ballare il tuca tuca con l’ombelico di fuori. Tutti sono convinti che fu l’ossitocina a farmi nascere, ma in famiglia sappiamo bene che si trattò dell’iris. Dopo ore di attesa, e mia madre che invocava il cesareo, alla fine tutto insieme uscii fuori io (con gli occhi aperti “che” racconta mamma “mi guardavi e parevi un piccolo rettile”. Grazie mamma, ti voglio bene anch’io).

Posseggo un video in super8 con mia madre che, 15 giorni dopo il parto, prende il sole stravaccata in bikini, con le ossa del bacino che le escono fuori (è già stato detto che mamma era gnocca e io ho preso da papà?). Io, 15 giorni dopo, se andavo a fare pipì erano urla “UAHAUIHAUAIAIAIA UAIOMING!”. Nonostante il pollo coi peperoni, mia figlia evasa un mese prima, e l’incontinenza cervicale che mi doveva garantire – dopo 5 mesi di letto – un parto alla Monica Vitti in “Noi donne siamo fatte così” di Dino Risi (cliccate per vedere il video, non ve lo perdete!), ho fatto il cesareo! Ma un cesareo così ben fatto, che potrei tranquillamente dire che ho fatto un parto naturale. E del parto naturale mi avevano parlato mia madre e le mie nonne, ma al cesareo – dico la verità – non ero affatto preparata. Amiche e parenti, ognuna diceva la sua, ma come ogni esperienza la risultante è qualcosa di assolutamente personale e che merita di essere ascoltato, discusso e capito.

visiblesignsoflove

Così sono rimasta molto colpita quando, girando su internet a caccia di eventi per Roma03, mi sono imbattuta nella pagina de L’ALBERO DELLA VITA (Aprilia/Ardea) e ho avuto così modo di conoscere – per ora solo virtualmente ma spero di incontrarla presto e, letta l’intervista, vorrete conoscerla assolutamente anche voi – Patrizia Lancia, che a questa associazione ha dato vita, e che mi ha parlato con tanto entusiasmo di questa giornata, interamente dedicata al Cesareo, che si terrà dalle 11 alle 19 di sabato 18 novembre.

D: L’Albero della Vita è un’associazione culturale che fin dalla homepage del sito mi sembra essere una grande culla dove può stare comodamente tutta la famiglia. Cosa è e cosa fa l’Albero della vita?

L’Albero della Vita è un luogo in cui le persone si incontrano con un fine comune, il benessere per tutta la famiglia, che si esplica attraverso molte attività proposte.
Parliamo di prevenzione della salute, con un team di professionisti che organizza incontri gratuiti parlando ogni volta di un argomento diverso (stasera abbiamo parlato di nutrizione in gravidanza e allattamento con nutrizionista e ostetrica)
– siamo reperibili in base alle nostre disponibilità, almeno 1 volta a settimana per consulenze dirette alla persona (o se vogliamo chiamarlo paziente) con servizi diretti come consulenze nutrizionali, trattamenti fisioterapici, osteopatici, consulenze ostetriche e infermieristiche sia in sede che a domicilio, con contributi minimi perché prestiamo delle ore per conto dell’associazione.
– svolgiamo incontri per la creazione di giochi montessoriani in cui tutta la famiglia viene coinvolta
svolgiamo in sede attività di Movimento Corporeo dalla gravidanza alla posturale l, dal gioco movimento bimbi 2/5 anni, allo yoga adulti e bambini 6/12 anni.
Inoltre abbiamo una pannolinoteca per far conoscere e spiegare il corretto uso dei pannolini lavabili (ritornati in auge per l’immenso risparmio che se ne ha), e c’è anche la possibilità di affittare un kit di prova prima di spendere soldi inutili…. e abbiamo anche una fascioteca per mostrare e prestare fasce e marsupi.. ergonomici naturalmente!
E ultimo, ma non meno importante, abbiamo molti supporti che sono a disposizione dei soci stessi per prestiti o noleggi di durata breve come sedia a rotelle, deambulatore, tutori ginocchio, spalla, caviglia, pesi riabilitativi, tiralatte elettrico e manuale, e molto altro.

D: E chi è Patrizia? Di cosa ti occupi e quando hai deciso che il discorso “famiglia” era più bello se fatto occupandosi di tutto – dalla gravidanza alla costruzione dei giochi montessoriani – e non di un solo pezzetto?

Patrizia è un’infermiera. Lavora in domiciliare da 6 anni in proprio trovandosi sola con i pazienti in moltissime situazioni difficili per loro e per le loro famiglie, è proprio da questa esperienza ha notato le mancanze nella assistenza territoriale, mancanza di ausili, e di personale adeguatamente formato per essere davvero al fianco dei pazienti 24h/24.
Ma Patrizia è anche una moglie, una mamma di due splendidi bambini di 4 anni e 20 mesi, che ha maturato la bellezza dei giochi davvero stimolanti per i proprio figli prima di tutto e poi la voglia di condividere questa esperienza con altre famiglie.
L’albero della Vita è una associazione ma è una idea di cose belle, di aggregazione, e questa idea è nata con Tommaso il nostro secondogenito, 9 mesi di gestazione per maturare questa voglia di aprirsi al nostro territorio, e quando Tommaso è venuto al mondo nel tepore della sua casa, abbiamo fondato l’associazione.
E l’albero è cresciuto con noi.

D: Il 18 novembre sarà per voi una data importante: “VISIBLE SIGNS OF LOVE”, una giornata intera dedicata al Cesareo (per chi lo ha fatto o potrebbe farlo) dalle 10 alle 19, con ostetriche, un fotografo, una massaggiatrice shatsu. Un evento davvero unico. Come si svolgerà?

Sì sarà un evento unico nel suo genere.
Si danno davvero molta importanza e molto spessore alla gravidanza e al parto fisiologici, ma non si parla abbastanza con e delle donne che hanno visto nascere il proprio bambino attraverso un taglio.
Noi abbiamo abbracciato il progetto “visible signs of love stories” di Gabriele Marmotta che sta raccogliendo testimonianze di cesarei attraverso foto delle donne e delle loro cicatrici, che poi diventeranno un fotolibro, i cui proventi saranno donati al bambino Gesù.
La giornata è fitta, la mattina un bellissimo cerchio di donne giovani e non, in cui parleremo con l’ostetrica del CESAREO, di quando è necessario farlo, e quando invece si possono mettere in atto strategie per recare di evitarlo, facendo così anche prevenzione, e parleremo anche del Vbac (parto vaginale dopo un cesareo) alternativa di cui pochissimo si parla.
Poi il pomeriggio, per Appuntamento, ci sarà una doppia postazione una per i trattamenti shiatsu per la donna che ha avuto cesarei, e l’altra per sessioni foto con Gabriele Marmotta.
Il tutto con un contributo minimo di 10€, che saranno dati tutti per il progetto.
Le donne che parteciperanno dovranno però essere tesserate contributo per tesseramento annuale comprensiva di assicurazione 15€.

D:Io ho questo vizio degli aneddoti, come i vecchi, e quindi approfitto di te per farti una domanda: quando sono nata io, nel lontano 1978, mia madre mi racconta sempre che non volevo uscire in nessun modo. Parto pilotato, si stavano asciugando le acque (42 settimane, una roba così). A un certo punto, invocava il cesareo. Il suo ginecologo le disse “Stai tranquilla. Vedrai che per le 15 nascerà”. Io nacqui alle 14.40 e mia madre disse che il nostro dottore aveva saputo aspettare e aveva avuto ragione. Le disse “Hai visto? A volte non si sanno aspettare i tempi giusti…” Era un momento di narcisismo o aveva ragione?

Qui mi pungi nel vivo..
Purtroppo viviamo ai tempi di oggi di un retaggio venuto dagli anni passati in cui si è andati dal “partorire sul tavolo della cucina con la levatrice” alla completa e totale medicalizzazione dell’evento parto in cui si tende ad accelerare la fisiologia.
Abbiamo un tasso di cesarei altissimo in Italia, perché purtroppo nell’abito ospedaliero si tende a velocizzare le procedure per cercare di assistere più donne, dimenticandoci però che la donna ha già in se tutto ciò che le serve per dare alla luce il proprio bambino.
Complice, ovviamente, la cattiva gestione ospedaliera e la mancanza di un numero adeguato di personale, ma purtroppo chi ci rimette poi sono le donne. E anche i loro bambini.
Velocizzare una cosa che ha dei tempi tutti suoi significa mettere le mani su un meccanismo perfetto, forzandolo e convogliandolo, quasi standardizzandolo, perché sia come lo vogliamo noi. Capisci bene che ha del ridicolo.
Questo discorso non vuole demonizzare gli operatori ospedalieri, che cercano di organizzarsi per rendere al meglio con le poche risorse che si hanno, però di sicuro l’assistenza al parto diversa come quella che può essere erogata in casa, nel rispetto della fisiologia e della donna, riduce il tasso di tagli cesarei moltissimo.
Ecco che diventa un fattore protettivo.

D: Io invece ho fatto il cesareo, ma mia figlia era pretermine di 4 settimane alla fine di una lunga gravidanza altamente medicalizzata. È successo tutto in un attimo. So che per alcune mamme questo distacco “chirurgico” può essere un trauma.. è vero?

Vedi, la magia della nascita è qualcosa che non si riesce a raccontare, per un motivo molto semplice, oltre alla gioia che si prova alla nascita, durante il parto si verifica tutta una serie di cascate ormonali (parliamo di chimica) nella donna, sostenute dall’ossitocina prodotta dalla donna stessa che viene chiamato ormone dell’amore, che fa sì che la donna neomamma e il suo bambino si innamorino letteralmente, uno negli occhi dell’altro. Inoltre il bambino appena nato necessita ovviamente protezione totale, era in un guscio caldo e umido, ovattato e conosce soltanto quello, e improvvisamente si ritrova a nascere bruscamente, manipolato da mani che non sono quelle della mamma, è staccato dal suo corpo, e la mamma da quello di suo figlio.
Chiaro che tutto questo interrompe quell’individuo che per nove mesi si è sognato, e che tanto attendevamo.
Questo taglio brusco, netto spesso (ma non sempre) fa sentire le donne inadeguate, le fa sentire come se loro non avessero “partecipato” e poi le vede separate da quel bambino che avevano tanto sognato di tenere accanto a se.
Molto spesso questo invece di generare innamoramento, genera una profonda solitudine, che può far andare la neo mamma verso un periodo difficile di recupero, di quel contatto perso e spesso genera situazioni di depressione post partum, complici anche gli ormoni. Questo progetto fotografico, punta a parlarne, a capire come potrebbe essere evitato un cesareo e a dire che le mamme che hanno avuto il loro bimbo attraverso quella cicatrice, quel sorriso non sono meno mamme delle altre.

D: Quello di cui si parla poco, a mio avviso, sono i postumi del cesareo… sei d’accordo? Come mai avete deciso di coinvolgere proprio, e mi sembra molto interessante, una massaggiatrice shatsu?

L’operatrice shiatsu è una collaboratrice che lavora sul corpo della persona liberando dei blocchi energetici ridando fluidità a quella energia che prima incontrava ostacoli.
Nel caso del taglio cesareo può aiutare moltissimo anche a distanza di tempo da quando si è avuto, e quindi ci piaceva coinvolgerla visto che all’Albero della vita, siamo soliti avere una visione olistica (globale) della persona.

D: Esistono donne che vogliono fare il cesareo per il terrore del parto, quella che si chiama Tocofobia. Cosa ne pensi?

Io penso che in primis ci sia proprio pochissima informazione in merito al travaglio e al dolore.
Questo passaggio “doloroso” che non accettiamo per cultura, quando invece più che uno straziante dolore se vissuto nel proprio io, con accanto le persone che amiamo, con ausili non medici come i farmaci, ma ad esempio l’immersione in acqua calda, più che un dolore si trasforma e trasforma il corpo Delle donna in “apertura” per il passaggio finale.
Ci sono delle letture davvero illuminanti, ci sono Associazioni come la nostra che offre corsi di accompagnamento alla nascita davvero approfonditi per far entrare le future mamme e anche i papà, in una ottica di condivisione pura, completa, in cui la paura non la fa più da padrone, anzi, c’è la gioia di partorire e ci si sente sicuri di scegliere anche luoghi del parto diversi, con il domicilio o le case maternità
Insomma, al giorno d’oggi, se si vuole, le informazioni si trovano.
Ma c’è ancora molta reticenza, la parola del medico a volte sovrasta ogni qualunque altra voce, quando si sa, la figura di riferimento per la gravidanza e nascita fisiologica non è il ginecologo ma l’ostetrica!
Comunque noi siamo sempre disponibili per parlare di questi e molti altri argomenti per cercare di accrescere la consapevolezza e la cultura delle cose ben fatte, secondo natura, senza forzature, così forse qualche cesareo in futuro, si potrà evitare!

L’Albero della Vita
http://www.lalberodellavitaardea.it/
Via delle Orchidee 4/c (Aprilia)
328 065 6472

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Un commento

  1. […] VISIBLE SIGNS OF LOVE STORIES giornata sul Cesareo (Aprilia) – dalle 10 alle 19 Una giornata interamente dedicata al cesareo, e alle donne che vogliono informarsi prima del parto: si parte alle 11.00 con un cerchio di donne con l’ostetrica per parlare del cesareo,  si prosegue alle 14.00 sarà con una operatrice shiatsu che offrirà un trattamento tutto dedicato alle donne che hanno avuto un cesareo (su prenotazione). Dalle 15.00 il fotografo Gabriele Marmotta fotograferà le donne e le loro cicatrici per la realizzazione di un libro fotografico i cui proventi saranno dati in beneficenza. L’albero della Vita, Via delle Orchidee 4/c Aprilia 3280656472 http://www.lalberodellavitaardea.it […]

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