La solitudine delle mamme perfette (incontri gratuiti, zona Annibaliano)

 – – – OGNI PRIMO SABATO DEL MESE – – – Prossimo appuntamento 7 aprile 2018

Il titolo, diciamolo, è bellissimo. Pregno. Forte e delicato insieme.

E infatti non è mio.

È il nome di una serie di incontri gratuiti di sostegno offerti alle mamme da due psicoterapeute, la dott.ssa Simona Distinti e la dott.ssa Valentina Berrutti, con il contributo di Fecondità Serena, il portale di psicologia della riproduzione. Si parte sabato 11 novembre dalle ore 16 alle 18, presso lo studio di psicoterapia di Via Fibreno 10 (Annibaliano). I posti sono limitati e le prenotazioni vanno effettuate entro martedì 7 novembre.

Un’idea, a mio avviso, fondamentale, vitale: perché io rido e scherzo sempre, ma lo sappiamo noi mamme, specie quelle che non possono appoggiarsi su una pletora di aiuti validi, che a volte ti cedono le gambe. E allora lo sconforto, e allora il senso di inadeguatezza, e allora, a volte, la depressione. E se ti fa male un ginocchio vai dall’ortopedico, ma se ti “fa male l’anima” spesso ti vergogni e, in un angoletto con il pugno che batte sul petto, ti dai la colpa di non essere abbastanza forte e capace. Vediamo di infrangerlo questo tabù del medico dei pazzi, ragazzi miei, che una registratina dallo psicologo ogni tanto è il regalo migliore che ci si possa fare, un elisir di giovinezza che manco una pera di botox! Io, da 20 anni, ciclicamente mi faccio aiutare a spostare il punto di vista sulle cose da un esperto. E mi ha sempre fatto tanto bene.

lasolitudinedellemammeperfetteFinito il messaggio di sensibilizzazione, direi che è il caso di lasciare la parola all’esperta. Con questo piccolo blog sto conoscendo persone splendide e ho l’occasione di imparare cose nuove e preziose da condividere con chi passa di qua. Ho approfittato, quindi, della dottoressa Simona Distinti per farle qualche domanda su questi incontri, sui tabù che riguardano la maternità, sulla perfezione che immaginiamo gli altri si aspettino da noi.

D: Chi sono le mamme “perfette”?

R: Sono delle mamme che per amore vorrebbero dare tutte se stesse, sono mamme da cui si pretende molto, sono soggiogate dai falsi miti sulla maternità e devono apparire felici per forza, amorevoli per forza. Sono mamme che non possono permettersi di essere se stesse e sono sole perché hanno il timore di essere giudicate, vivono spesso nell’ansia di sbagliare e sono sole perché non sono comprese.

D: Quali sono le più frequenti difficoltà che incontra una neomamma? Quali le più inconfessabili?

R: Quando si diventa madri i rapporti cambiano e c’è da riorganizzare e ridefinire la fitta rete di rapporti familiari e affettivi lungo le generazioni, si scoprono parti nuove di se stessi e del proprio partner, e il legame amoroso prende nuove e inaspettate sfumature. C’è il carico della fatica di gestire un neonato, si deve imparare a convivere con nuovi stili di vita, e si impara, inoltre, a conoscere il proprio bambino con il quale cresce giorno dopo giorno il rapporto amoroso, perché l’amore non è scontato.

Spesso è più dura di quanto si possa immaginare, si possono sperimentare emozioni inaspettate, e le mamme possono avere vergogna per alcuni sentimenti che provano nei confronti del bimbo. Alcune volte, purtroppo, si compiono gesti che non si ha la forza raccontare: le donne in queste fasi delicate hanno bisogno di sostegno, ma sono a disagio per il loro malessere che diventa inconfessabile. Così indossano la pesante maschera della “perfezione” perdendo se stesse.

D: Come è, secondo te, essere mamma oggi? E come è cambiata la maternità con l’aumento dell’età media in cui si partorisce il primo figlio?

R: nel passato c’era una rete familiare che aiutava enormemente la donna, sia durante la gravidanza che nella gestione dei figli. Nelle generazioni passate i ruoli familiari erano dati: nelle famiglie di un tempo il ciclo di vita di una famiglia aveva una certa regolarità, così di generazione in generazione si susseguivano le medesime dinamiche di aiuto e sostegno, capitava spesso che sotto lo stesso tetto abitassero tre generazioni, genitori, nonni e nipoti. Nella nostra società le famiglie sono parcellizzate, spesso si vive distanti dalle famiglie di origine, o si lavora tutti e nessuno, eccetto la mamma, può badare al bambino. Pensiamo alla difficoltà ad esempio delle famiglie monoparentali o alle coppie separate.

L’aumento dell’età media in cui si partorisce è un sintomo di tutto questo: le donne lavorano, ci si vuole realizzare, essere indipendenti, spesso ci riescono e altre volte no, ma comunque rimandano il momento della maternità per assicurarsi una base più sicura. Altre volte l’incertezza lavorativa di entrambi i partners detta i tempi del primo figlio, questo vuol dire molto anche in termini multigenerazionali: avremo nonni molto anziani e con minori energie, e una capacità ridotta di spendersi negli ritmi impegnativi di vita che occorrono per badare ad un bambino.

D: Quali sono i tabù della maternità? E la solitudine delle mamme…è molto diffusa?

R: sono argomenti difficili, hanno a che fare con la frustrazione, con la sensazione di non farcela, di essere inadeguati, con lo sconforto che si prova nel non riuscire a raggiungere quella perfezione di cui tutti parlano scontatamente. Il fatto che l’essere madre dovrebbe bastare per essere felici è un tabù, purtroppo capita di provare sentimenti di rifiuto per il bambino e questo è difficile da ammettere. È un argomento da maneggiare con cura, ma molto spesso le mamme rimangono sole con il loro dolore e con i loro sensi di colpa.

D: Come si svolgono gli incontri?

R: Gli incontri si svolgono in gruppo e in accordo ai temi proposti le terapeute stimolano le partecipanti alla condivisione di vissuti personali e alla riflessione sulle proprie esperienze. Lo scopo è quello di creare una rete di sostegno, un luogo sicuro dove poter essere se stesse senza essere giudicate per non sentirsi mai più sole.

D: Quali temi toccherete nelle riunioni successive?

R: Nel prossimo, che sarà a dicembre, approfondiremo il tema della sessualità e del rapporto con il proprio corpo dopo la nascita dei figli. Mentre in quello successivo lasceremo la maternità per dedicarci alla donna che deve affrontare i fallimenti sentimentali.

simonadistintapsicologa.jpgLa Dottoressa Simona Distinti, che ringrazio tantissimo della bella chiacchierata, è psicologa e psicoterapeuta individuale, di coppia e familiare

Riceve a Roma in zona Trieste, in zona Monteverde e a Ostia.

Qui l’evento Facebook degli incontri

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